Post trauma

Con Jo parlavo dei pittori che ci piacciono, quelli che hanno sofferto, che si sono drogati, che hanno interpretato il mondo in maniera incomprensibile, quelli che si sono tagliati gli orecchi o quelli che sono stati lanciati dalla finestra.

Con Jo oggi parlavo di quanto anche lei, figlia di culture diverse, di guerre diverse si senta spesso sola, mai davvero a casa, mai davvero radicata, ma anche flessibile e pronta a capire gli altri per capire sè stessa. Anche Jo ha fatto cose brutte, ma vuole mantenere gli occhi grandi e l’espressione da ragazzina perchè non vuole spaventare gli altri, perchè vuole mantenersi in un certo pura, avvicinabile e rassicurante.

E io Jo ti capisco, questa tempesta mi ha urlato tante domande, me le ha urlate e me le ha sibilate contro, ma le ho gridato contro tutte le risposte che potevo con tutto il fiato che avevo in gola. Noi non temiamo un città che si arroca al suo interno, abbiamo capito che la bellezza è nei giardini nascosti, dietro le porte e dietro gli sguardi infastiditi di chi non ci comprende. La gente ha paura di guardarci negli occhi perchè la gente teme tutto ciò che non riesce a leggere, e la gente odia tutto ciò che è semplice.

Jo non si sente accolta in questa città e io non completamente ti capisco perchè questa città invece mi ha mangiato, ne conosco vie e strade, le sue porte le ho aperte quasi tutte e la notte non temo di passarla al buio ad ascoltare i mattoni che parlano.

Dobbiamo restituire quello che abbiamo ricevuto come fosse una piccola storia, un piccolo figlio , che aiuti gli altri a non fare errori, che li aiuti ad amare. Dobbiamo raccogliere i cocci del nostro cuore, scriverci sopra un cantico e donarli a chi si sente solo in questo momento.

ciò che non ci ammazza forse non ci fortifica, forse ci ammazza lentamente, forse ci ammazzerà in ritardo.

Solo le cose belle ci fortificano, dice Jo e forse non ha tutti i torti, da ragazza che viene da due mondi e non si sente parte di nessuno.

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Come Jo anche io mi sento parte di niente e cerco disperatamente le scarpe più comode che ci sono per tentare di rimanere ben saldo qui, nella mia ricerca di un posto dove possa sentirmi bello e intelligente, senza paura di parlare. Per raggiungere questo posto devo superare questo bosco immenso delle possibilità di fronte a me, senza temere rami spinosi che mi artigliano il volto o streghe cattive che mi ingannano nel buio per carpirmi il cuore.

Jo sei stata una presenza strana, e mi sono chiesto se questo è davvero il mio super-potere, far parlare gli altri e confessarsi nel profondo. Io Jo non ti conoscevo ma ora sei una persona che vorrei a volte prendere per mano perchè penso che nel bosco saremmo davvero invincibili.

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