Sei risultato positivo al test per stronzo

Mentre osservo il cielo fuori dal finestrino sono convinto che potrei semplicemente uscire di strada con la macchina, entrare nel campo e correre verso questo concerto frenetico di colori. L’artista che sta dipingendo questi cieli è una persona assolutamente disturbata emotivamente, altrimenti non mi posso spiegare come possa accostare nello stesso spazio colori così distanti tra loro, cromie così contrastanti. Non posso stare qua a elencarvi i nomi tecnici dei colori di queste fiamme, non posso darvi il riferimento preciso dell’azzurro spento nel quale queste galleggiano e non conosco il materiale, il tessuto sul quale questa isteria pittorica si esprime.

ho giocato con tutto e tutti
ho giocato con tutto e tutti

Ma posso dirvi che sto provando un principio di Sindrome di Stendhal, mi gira la testa e vorrei solo avere una scala per raggiungere questo delirio e nuotare in questo pigmento, macchiarmi delle stesse colpe e della stessa malattia. Lo spettacolo si incendia, muta e trema srotolandosi davanti ai miei occhi e ad ogni minuto che passa sto assistendo a una scena diversa, prima una battaglia cruenta e poi la nascita di un bambino fatto di lava e l’esplodere di un dio arrabbiato. Forse in tutto quel fuoco si celano dei consiglieri fraudolenti, la loro pena è rimanere perennemente celati da lingue di fuoco, il loro nome scordato all’inizio dell’eternità.

  non vorrei mai trovarmi appeso ad un sasso

Se qualcuno davvero comprendesse l’infinità dell’universo su tutte queste paranoie che ci attanagliano ci vomiteremmo su a pranzo ridendo come pazzi. Guardandoci da debita distanza noteremmo che non ci spostiamo mai davvero, neanche di un millimetro e facciamo sempre le stesse identiche cose. Se capissimo che davvero è inutile conservare una dignità e una forma fisica invidiabile allora per esempio adesso non avrei alcun problema a fermare la macchina alla prima insegna circolare indicante ‘qui serviamo birra‘ e mi scolerei l’intero bar ridacchiando mentre crollo a dormire sul culo come fanno gli orsi. Basta dirlo.

E invece no. Per mantenere un livello accettabile di self respect ho ordinato un tè caldo e ho avuto persino l’imbarazzo di poter scegliere tra una nutrita schiera di bustine dai sapori diversi. Baìchà per me, tè bianco come lo chiamereste voi. Per approfittare dei suoi benefici in realtà ne andrebbero bevute almeno due tazze al giorno, come facevano gli imperatori ma visto che sono soltanto un cantore con una sciarpa strana e un accento del nord allora ne ordinerò solo una tazza e la prossima volta sarà forse fra tre mesi. Questo posto è troppo loco per me e mi sento gli occhi degli altri avventori addosso, scusatemi non ve ne abbiate a male ma io la birra oggi non la voglio. La birra ve la prendete voi perché io non la voglio. Chiaro? Bene.

Se mi aveste interrogato qualche tempo fa vi avrei detto che mi sarei accontentato del dolore. Sedere a un tavolo di un bar senza poter ordinare alcol mi avrebbe scatenato una crisi quasi isterica, un pandemonio che si sarebbe espresso bloccandomi i muscoli nella schiena e intorpidendomi le mani. Quella sarebbe stata la mia consumazione, dolore e crampi con contorno di un bicchier d’acqua e una buona bustina di masochismo puro. Non avrei ordinato il sofisticato tè bianco. Avrei sofferto in silenzio, assaporato il fastidio promuovendolo a piccolo strazio o insopportabile rogna in base alla situazione. Ma sarei stato fermo e seduto in pieno attacco di panico, tutto sotto controllo, intento a mangiare male fisico. Mi sarei infine passato la lingua sul labbro, avrei spostato il tovagliolo dalla mia gamba e mi sarei diretto all’uscita. Ma oggi ho bevuto tè e non spasimo e fitte.

Prima di risalire in macchina rialzo gli occhi al cielo e non perché sono annoiato ma perché il pittore isterico se n’è andato e ora è come se una cupola blu oltre-notte si fosse mollemente adagiata su di noi. Almeno posso guidare senza rischiare un tracollo o di morire di stupore come all’andata. Sento molta affinità tra me e questo pittore con il carattere a strapiombo e probabilmente l’ascendente capricorno forse perché anche io ci metto anni a ricucire le ferite e a riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato fuori dal bosco. Domani interrogherò il pittore o il caffè per avere maggiori risposte, per cui se avete particolari domande ditemi pure che porterò il vostro messaggio.

Ci sono poche regole nel mio mondo ma ci tengo a rispettarle. Non attaccherò mai il mio nemico mentre è piegato per defecare. Rendetemi orgoglioso e fate vostro questo codice di condotta. Vi porterà lontano mentre guidate sulle vostre utilitarie di seconda mano o sui vostri futuristici bolidi o anche mentre a piedi, scarpe comode o tacchi rotti state per entrare a testa alta o a gattoni nel bosco dove vi ricordo non esiste il giusto e sbagliato.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s