Benvenuto nel club delle buone intenzioni

Un faro di luce puntata su di me. No, non vi scrivo da un palco di Broadway. Una linea di utensili lucidi, affilati e appuntiti di fianco a me su un supporto color ostrica. No non sono caduto vittima di un gruppo di brasiliani trafficanti di organi. Ho la bocca spalancata e un suono sordo nelle orecchie. Che non sono le fusa di un gatto. Un getto sottilissimo di acqua ad elevata pressione tra i miei incisivi. E la seduta è finita. Ho fatto un grande passo oggi. Che per anni non ho voluto affrontare. Nel senso che stavo bene così, dannazione!

Olivier Richon

Be yourself, everyone else is already taken. O.Wilde

quando la gente vi chiede come ‘come stai?’ in realtà non vuole avere una risposta

Questa minuscola imperfezione mi accompagnava dai tempi delle elementari, mi aveva obbligato a cambiare sorriso e il senso della masticazione, ma ne ero davvero affezionato. Sono le cose più piccole quelle che ci definiscono. Un sorriso per nascondere una ferita, un piccolo morto, ho imparato così a bene a celarlo, non potete trovarlo neanche cercandolo tra le mie migliaia di foto con una lente di ingrandimento.

In un certo senso coprire per anni questo piccolo morto ha elevato alla perfezione la mia maestria nel negare e nascondere ma ha anche contribuito a creare tutta la confusione e tutto il mio spaesamento, la mia totale incomprensione del vostro mondo, umani. Del vostro cuore, del vostro corpo, di quello che desidero.

Non so se questo minuscolo cambiamento  è davvero un passo per me verso un atteggiamento più genuino, la mia bocca è abituata a mangiare a destra e a mentire frontalmente. Non so se questo cambia qualcosa nell’impalcatura di tubi di ferro attorno alle mie mura ma per un istante lunghissimo mi sento fiducioso e mi sento di sorridere davvero.

Ieri mi sentivo sconvolto, ma ripercorro tutto quello che hai detto e forse hai ragione, il primo a dover amare e accettare i miei difetti sono io. Tutto il resto è rumore di fondo. Questo sono io. Mattoncino sopra mattoncino, questo sono io, punto di domanda su punto di domanda. Aiutami a capire se questo insieme di sangue, muscoli, ossa e pelle disposti in maniera casuale e amalgamati stranamente, hanno un senso sensuale per te, e se ce l’hanno spiegami per quale motivo.

Ho letto non ricordo dove che c’è una religione che considera un essere vivente vivo in quanto tale se sul corpo ha il marchio della vita. E’ la parola vita stampata da qualche parte sulla pelle che permette a quel corpo di muoversi e riprodursi e scrivere vita su altri piccoli corpi. Quello che mi hai comunicato e mi hai insegnato mi ha ricordato che da qualche parte anche io ho scritto vita sulla mia pelle, come una cicatrice indelebile. Non passerò la notte a cercare con una candela quella parola, ma esplorerò comunque il mio corpo dando un nome alle ossa e ai muscoli. E’ come se fossi permanentemente fuori dal mio corpo. Devo invertire questo stato delle cose e trovare la strada per ritornarci dentro e abitarlo.

Ho frainteso tante cose, ne sto capendo altre, ma mi scuserai se oggi ho infilato le mie scarpe comode e sono sceso in strada. Ho attraversato mi sono diretto verso un negozio con le parola “scarpe per i tuoi desideri” nell’insegna. Sono entrato e ho comprato una calzatura che non avrei mai preso prima, una scarpa che mi fa sentire un pò spaesato, ma nonostante tutto comoda e perfettamente calzante per il mio piede. Una scarpa con la quale posso comunque percorrere chilometri nel bosco , dove il giusto e sbagliato non conta, senza stancarmi, senza bisogno di fermarmi a pensare e riposare. Una scarpa che mi può trasportare più vicino al senso di quello che mi hai detto, una scarpa che mi decontestualizzi ma sia comunque una scarpa adatta al club delle buone intenzioni. E mentre attraverso il bosco il mio sorriso cambierà probabilmente perché non dovrà più nascondere piccoli morti.

Questo cara mia vecchia scarpa comoda però non è un addio, ti ripongo per qualche giorno mentre faccio un giro con l’altra. Fino al prossimo miglio.

Image Source: Olivier Richon

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