Sono una creatura drammatica dentro che si comporta come se non lo fosse

In paradiso mangerò bistecca e patatine fritte a ogni pasto, ciononostante non peserò mai più di 52 chili al massimo.

Più semplice di così non ve la posso rendere. Non sono qui per facilitarvi la vita.

Vi siete mai sentiti attratti verso certi giochi di dominazione/sottomissione? Internet e forse anche il vostro isolato pullulano di giocatori. Mi sento in bilico tra le due posizioni, quindi un posto scomodo in entrambi i casi. Anche qua forse serve definirsi, preferisci il succo di frutta o il rhum liscio?

E’ davvero troppo chiedere una tazza di ayahuasca? Nel paese dove sono nato la si consuma per i motivi più impensabili e diversi. Produce allucinazioni: nel trip c’è chi ha incontrato il  l’Antico Infallibile Dio del Bosco e le sue figlie ornate di tatuaggi e morsi di scimmie e ha chiesto loro soluzioni ai crescenti problemi che affliggono l’umanità. Ma per lo più gli abitanti delle foreste utilizzano questa bevanda per sterminare i germi, infatti durante le ore di effetto di questa mistura si vomita da ogni orifizio a più riprese, mentre si sperimentano anche i più repentini cambi di umore. Tutto questo in un delirio, un vortice di conati, paranoie e visioni; c’è chi è morto di stupore o di infarto, chi è rimasto sconvoltone a vita. Ma tanti come me sono sopravvissuti, hanno conversato del più e del meno con entità inferiori, Rui il Venerabile Eterno Re Caimano Nero oppure con Dorival l’Infinito Marchese Capibara Che Mai Sbaglia.

Al dio minore rettile ho chiesto ‘what’s wrong with me? Cosa c’è che non va in me?’. Il divino ma non troppo ha risposto, la voce quasi coperta dal suono bizzarro degli uccelli della foresta, – You need to loosen up a bit dammit! Appoggia lo scettro a terra e lascia che qualcun altro lo raccolga-. Immerso nel mondo strobo del mio viaggio ho lasciato che il lucertolone continuasse il suo illuminato discorso -Devi anche perdere peso, la normalità ti sta gonfiando, sai quante ossa ha ora il tuo corpo? Le puoi ancora contare?- .  Sono 206 rispondo convinto, lo sanno tutti. In un guizzo Rui scompare e lascia il posto a un saggio e vetusto Dio albero che mi porge le sue lunghe liane, come una promessa.

Guardando cieli che somigliano a bocche spalancate con file di innumerevoli rotanti denti d’oro e di smeraldo, nuotando in acque del colore della felicità e della disperazione,  camminando su strade gementi ho aspettato che l’effetto vorticante del beverone finisse, con la bava alla bocca.. Quando sono rinvenuto ricordavo ancora benissimo la voce cavernosa del Gran Padre Albero Kapok che cullava il mio viaggio narrandomi storie di un tempo non misurabile.

Avrei voluto solo non riprendermi al suono incitante di Major Lazer, nel pieno di un rave casalingo danese. E di nuovo vuoi solo avanzare, muoverti lentamente ma senza mai fermarti, con gli occhi che fanno le spirali e le pupille che non vogliono tornare alla dimensione naturale. Sono un ragazzo gufo, nudo e sballato. Avrei fatto meglio a prendere una droga chimica americana che mi facesse perdere i confini dell’Io e mi de-personalizzasse.

Voglio solo che guardando la mia ombra tutti loro pensino che appartenga a una persona che si ama.

Mother Earth

Mother Earth

Tornando a noi non voglio parlarvi di BDSM, molto meglio evitare. Ma avete mai provato l’esperienza di avere qualcuno che vi ordina di fare qualcosa. una qualsiasi cosa anche la più banale, e voi l’avete fatta solo per riempire l’Ego di quella persona o perché avete scoperto che siete dei bravi esecutori? Spesso nei rapporti di dominazione/sottomissione il sesso è una virgola a volte anche non necessaria, un app non voluta, un telefono lasciato a squillare in una stanza vuota. Ma il rapporto in se, la divisione netta dei ruoli e l’esecuzione di questo rapporto, il suo svelarsi, il suo incedere, il suo evolversi porta ad esperienze, connessioni, dinamiche psicologiche inspiegabili. L’orgasmo corre nei neuroni, il tuo punto G è nel cervello. Il centro del piacere si nasconde nell’emisfero destro, servono mani adatte ad operarci e dita maestre.

Per una volta volevo non essere alla guida, volevo non essere seduto con il volante in mano. Volevo non guardare la strada coperta di nebbia spiegarsi davanti al mio proseguire, volevo avere la testa piegata indietro mentre passavo a fianco di quella grande villa abbandonata e aggredita dai rampicanti. Per una volta non volevo stringere il cambio, per una volta non volevo tenere il piede sull’acceleratore.

Per una volta volevo solo sentire il suono degli archi solenni in una composizione di Franz Tunder mentre il mio corpo vibrava sotto il controllo di un altra persona.

Per una volta non volevo essere io a decidere qualsiasi fottutissima cosa, ogni volta che faccio qualcosa sbaglio, o faccio del male a qualcuno, il mio costato è coperto di ferite. Per una volta non volevo essere io a dire braccio alzati!, mano scrivi!, gamba trema! e denti mordete il labbro! Per provare piacere bisogna avere la testa attaccata al collo e i neuroni che frullano e la fantasia che ti risucchia dall’alto mentre ti domandi cosa sta succedendo.

E per una volta mi sono tolto le scarpe comode, per provare cose nuove a volte serve essere a piedi scalzi senza cappello che protegga dal sole.

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