Noi siamo il male e stiamo cercando casa

…fino al giorno quando incontrerò una persona con la cicatrice sul collo…

Sono quel vostro amico che preferisce una bella bottiglia di prosecco a un piatto di melanzane ripiene, sono quel vostro amico che vorrebbe una mano con bicchiere incorporato, sono quel vostro amico che su internet cerca sempre i rimedi più innovativi per l’hangover: creme per sgonfiare gli occhi, pastiglie miracolose per l’alito, acque medicamentose. A volte cerco nei negozi online nuovi gadget che permettono di nascondere l’alcol nei posti più impensabili per poter andare tranquillo a funerali, conferenze, matrimoni. Ma qualcosa si sta muovendo.

Sono il vostro amico perennemente stranamente carino, stranamente simpatico e stranamente popolare, ma mai totalmente nessuna di queste tre cose. I ragazzi totalmente carini sono sempre fidanzati e felici, i ragazzi simpaticissimi sono benvoluti da tutti, i ragazzi popolari non bloggano. Sono quel vostro amico che ancora non ha capito chi è, come si chiama e che non sa dire con certezza che numero di scarpe porta.

No, non soffro di disturbi narcisistici, ma questo non significa che io non abbia sogni di grandezza. E non significa nemmeno che in una giornata particolarmente soleggiata non mi possiate avvistare in mezzo a un parco mentre brandisco una penna, fantasticando di essere un elegante monarca con il suo scettro. In quel momento, con i miei jeans e la mia maglietta, bagnato di sole sono molto più di un ragazzo vagamente bello con manie di onnipotenza, sono il Re di una terra a voi sconosciuta, sono l’assoluto sovrano del castello nel cielo.

Ma come vi dicevo non posso soffrire di disturbi narcisistici, all’opposto mi sento insicuro, incompleto. Ora sono in grado di leggermi dentro ed ammetterlo.

Vesto semplice. Spesso mi sono ritrovato a invidiare i ragazzi di Jersey Shore con il loro metallo tamarro attaccato al collo o i nerd della Silicon Valley con gli occhiali spessi, le voci antipatiche e le mani umidicce o addirittura gli Emo con i loro capelli neri a ostentare insicurezza. Apprezzo la capacità di queste persone di astrarsi da sé stesse, indossare il costume che le fa sentire parte di qualcosa che le identifica fortemente.

Odio il Carnevale proprio perché forse prima di poter indossare un costume devi avere nella tua testa l’eroe che vuoi essere o devi sapere che cosa ti piace. Quando l’hai trovato puoi davvero toglierti le scarpe comode, sfilarti i jeans e la maglietta, scriverti sul petto il tuo nome e uscire nel sole vestito di sola pelle e aria.

Ma odio il trucco, odio qualsiasi cosa possa celare il sorriso e le vere intenzioni della persona che ho di fronte, odio i volti colorati che coprono le rughe e le cicatrici, il passato e le emozioni di una persona. Ho davvero timore di relazionarmi con un volto che non posso leggere.

un istante lunghissimo, un enorme nano, una donna con le palle, il mondo è un paese

La mia maglietta è il mio scudo in un certo qual modo. Ma posso dire di aver fatto grandi progressi. Da un anno ho piegato i jeans, li ho riposti nell’armadio e indosso pantaloni neri o blu o verdi, lineari, che inseguano la forma delle mie gambe e che non coprono le scarpe. Questo significa che ho anche smesso di indossare perennemente le Adidas. Camper è la mia religione ora, rispecchia perfettamente quello che sto cercando, una scarpa comoda per i miei viaggi che mi permetta di assumere una postura comoda e meno intimidita, un passo più veloce e in più mi restituiscono un immagine pseudo intellettuale ma affrontabile.

Sono un corpo sul quale scrivere tante parole. E no, non catturo farfalle per metterle in quadro. Ho ingerito così tanto alcool da aver dimenticato buona parte del mio passato di studente universitario, ho bevuto così tanto che mi sono dimenticato di crescere. E ora mi sento come se avessi finito le superiori ieri. O forse dico così solo per lodarmi del fatto che oggi pomeriggio non ho bevuto. Quando sono solo in casa, davanti a un cursore lampeggiante sullo schermo bianco vengo assalito da tanti pensieri, Spotify è impostato su musica meccanica svuotata di senso, così non mi sento così proletario quando lancio le mani all’aria e ciondolo la testa come uno zombie con il collo mangiato. Dopo aver scritto un pò mi sento stanco e affamato, e vorrei solo aprire un frigo e trovarlo pieno di bottiglie di crystal ma andrebbe bene anche del barolo visto la disperazione del momento o della birra rossa.

Prettymucheveryword - Douglas Gordon

Prettymucheveryword – Douglas Gordon 

Sono molto più ignorante di quello che voglio far credere, sono molto più timido di quello che voi pensiate e sono molto più riflessivo di quello che serve. Per essere uno che decide sempre in base a un riflesso nervoso passo decisamente troppo tempo a pensare e agisco molto meno di quello che vorrei.

Sono il ragazzo che per provarci con te metterebbe in piedi una campagna politica per poterti fermare in strada e consegnarti un volantino con su scritto VOTAMI. E non vi nascondo che l’ho fatto. E ho provato, non so cosa ho provato, so soltanto che ho provato.

Sono il vostro amico che sta sbocciando in ritardo e vuole disperatamente capire tante cose del mondo, sono il vostro amico che non si è presentato perché la sua sveglia non ha suonato, il vostro amico che ha bevuto troppo per accorgersi che fuori nevicava. Ma sono anche il vostro amico che è corso a comprare scarpe comode e che sta percorrendo ad ampie falcate questo lungo corridoio bianco.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s