Dimentica chi sei e immagina una piazza più popolata.

Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre;

ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

Come vi avevo già anticipato non sono qui per insegnarvi a lavarvi i denti dopo ogni pasto e nemmeno a rifarvi il letto dopo che ci avete dormito. Non sono qui per spiegarvi che la Netiquette prevede che nelle chat non si scriva in MAIUSCOLO e no, non voglio neanche illuminarvi sulle differenze tra Reddit e Quora.

Parlare dei sogni è come parlare dell’acqua. Quando la si osserva ne abbiamo una percezione lontana ma immergendosi si prova qualcosa di inspiegabile. Posso in un qualche modo equiparare i sogni che la mia mente produce al senso che ho per l’acqua una volta che entro in contatto con essa. Per questo amo l’arte liquida di Alyssa Monks o di Francesca Leone. Parleremo dell’acqua più approfonditamente in un altra sede.

Alyssa Monks - Nod

Alyssa Monks – Nod

Non sono qui per spiegarvi che non bisogna mai ordinare spinaci al ristorante o che stalkerazzare qualcuno non vi farà finire tra le sue coperte, queste sono cose che la vita vi avrebbe già dovuto ampiamente insegnare. E se non l’ha fatto pagatemi per essere il vostro life coach.

E’ facile per me sognare, mi basta appoggiarmi al cuscino. Anche se ho litigato con il mio migliore amico, anche se ho imprecato fino un attimo prima per aver sbattuto uno stinco contro del marmo e anche se ho pianto per ore prima di coricarmi. Dormirò nel giro di pochi minuti, e mi sarò immerso nella vasca dei miei sogni. Per questo non ho mai dovuto imparare i nomi delle varie fasi del sonno, rem e quant’altro. E di sicuro non lo farò adesso. Il mio sogno inizia appena chiudo gli occhi. E il giorno dopo annoto con dovizia quello che ho vissuto nella vasca, da anni. Vado in panico se non riesco a ricordare. Quindi non è strano se passo un’intera giornata in paranoia, immerso nei miei pensieri, cercando di riafferrare l’eco del mio sogno. E allora la soluzione è una sola. Tornare nella vasca. Chiudere gli occhi. Svuotare la mente e ricominciare il sogno da dove lo avevo lasciato.

Non sono qui per insegnarvi a farvi odiare, non sono nemmeno qui per insegnarvi a piangervi addosso, sono sicuramente cose che sapete fare benissimo.

Ho cominciato ad avere un certo controllo di mè stesso nella vasca dei sogni. E non so quanto questo sia positivo. Ma sono pronto a discuterne. Il me cerebrale e cosciente riesce a sgattaiolare e tuffarsi nella vasca dei sogni all’inseguimento del  surreale, volante e sognatore, pirata avventuriero. E immerso nella vasca dei miei sogni il mio “Me volante” esegue ciò che il me cerebrale comanda da qualche tempo a questa parte. Così se il volante è in una città a passeggiare, o all’ingresso di una discoteca, il mè cerebrale e pensatore è in grado di comandargli di fermarsi a discutere con altri avventori, esporli alla luce e studiarne il volto così che il mè sveglio possa ricordarsi di questi tratti somatici al risveglio. Ultimamente inoltre ho iniziato a sforzarmi di leggere qualsiasi cosa trovo quando sono al di là della vasca dei sogni, una volta che mi sono immerso. Riconoscere le lettere nei sogni è complicato vi diranno, ma basta aguzzare la vista e catturarle, spannarsi gli occhi e rileggerle per controllare se esse hanno cambiato posizione.  Non so se sia vietato o meno rubare messaggi nei sogni. 

Non sono qui per darvi lezioni di cinema ma non dovreste guardare i film porno perchè vi fanno diventare ciechi e non sono nemmeno qua a vietarvi di iscrivervi al DAMS ma vi consiglio di laurearvi prima in Scienze Infermieristiche, trovarvi un lavoro stabile e poi iscrivervi al DAMS.

Posso definire fosfene, l’esperienza di rimanere abbagliato dai flash di una macchina fotografica in sogno? Il mio occhio cervello percepisce un segnale di luce che però non può materialmente inviare al mio nervo ottico. Eppure questa luce mi acceca in un qualche modo.

Aggiungendo entropia al disordine già esistente posso giurare che in sogno non è vero che ci si muove al rallentatore. Dovete solo allenare la mente a far muovere le vostre gambe più velocemente. E ovviamente dovete anche immaginare quindi creare mondi abbastanza larghi, perchè altrimenti vi ritroverete a correre in tondo in una piazza senza uscita, probabilmente senza un bar, perchè non avete abbastanza fantasia da costruire le vie che vi portano fuori dalla piazza verso il bosco.

Non sono qua a dirvi che non dovete sognare, o a insegnarvi un modo giusto per farlo, come non sono qua a  dirvi No! Non mangiatevi le unghie dopo che avete compiuto i 13 anni!! Non sono qua a dirvi che se avete 20 anni o 30 e vi mangiate le unghie avete un complesso edipico irrisolto, non sono nemmeno qua a dirvi che se uccidete qualcuno in sogno andrete all’inferno. 

No. Sono semplicemente qua, con vestiti comodi, seduto al buio a scrivere, e vorrei che anche voi prendeste per mano il vostro demone guida e vi addormentiate per qualche ora. 

sources : Alyssa Monks, Anna Karenina.

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