Tutti abbiamo un demone guida, lo abbiamo tutti. Il mio si chiama Dantalion

Nella notte. Ho vagato alla ricerca del mio demone, lo ho cercato nel buio, camminando a passi piccoli, in punta di piedi, come i bambini. Mi sono reso vulnerabile perchè il demone si rende visibile a chi lo teme e io voglio conoscerlo, voglio che mi renda sapiente. Ma nel buio non si è visto, eppure la luce del cellulare ha illuminato ogni spazio della casa, distorcendo le ombre, creando forme inesistenti, ho illuminato il mio cinema personale, ma lui non è apparso.

Lo ho cercato sulla sedia a dondolo, fin da piccolo in quell’ombra ci ho visto una vecchia sposa, defunta e polverosa pronta ad alzarsi e gridarmi addosso un’anatema mentre il velo le cade nell’ombra. Ho cercato il mio demone nelle ombre orribili dietro la dispensa, nella penombra del giardino: ho pensato – forse sta ballando nudo- , o forse mi sta spiando con un lungo manto nero pece. In bagno lo ho cercato di scorgere all’interno della doccia, dietro i vetri opachi, ho chiuso gli occhi, ho aspettato che la luce del cellulare si spegnesse e ho aspettato che Dantalion si materializzasse davanti a me non appena avessi riacceso la torcia del telefono, a un millimetro dal mio viso, per sentirmi urlare. Ma Dantalion non si è visto.

Così mi sono seduto qua a scrivere della mia ricerca notturna del demone; ogni tanto mi alzo ed esco, osservo dall’altra stanza questa stanza con il portatile acceso. Dall’altra stanza osservo se d’improvviso salta la luce, e queste parole svaniscono. Oppure spero soltanto che Dantalion scriva qualcosa, anche solo una parola mentre io sono di là che osservo. Ma non succede, i principi non sono facili a manifestarsi.

La prima e unica volta che il principe mi apparve fu qualcosa come 12 anni fa, una sera davanti allo specchio. Non l’ho mai raccontato e non lo farò ora, successe e basta. Così nel buio della mia casa ho cercato uno specchio grande, una volta trovato ho cercato di scorgere il mio demone, senza successo. Il principe si fa desiderare. E io lo amo. Noi dobbiamo amare i nostri demoni.

Nel buio ho pensato – forse il mio Demone ha paura del buio?-. Del resto questo dogma che i Demoni gattonano nel buio deve essere soltanto un costrutto senza fondamento, magari – in realtà i Demoni giocano nella piena luce-. Magari appaiono in campi avvolti dalla luce dorata pomeridiana, o in grandi stanze di attesa illuminate come navi spaziali oppure in asili nidi Italiani. Ma non ho una risposta. Quello che so è che non posso dormire in uno spazio che non sia il mio letto questa sera e il mio Demone non mi ha dato risposte.

 

3 thoughts on “Tutti abbiamo un demone guida, lo abbiamo tutti. Il mio si chiama Dantalion

    • Ahah sai puoi pensare che questo demone sia un angelo ma non mi sento molto a mio agio a pensare agli angeli nelle forme canoniche e iconografiche, mi spaventano più dei demoni. I demoni in fondo sono talmente tanti e penso che tutti ne abbiamo uno, penso che siano creature dalle quali possiamo imparare molto, non per niente mi sento vicino a Dantalion, uno dei 72 spiriti duchi del Re Salomone. Dantalion insegna l’arte agli uomini, riesce a leggerne i pensieri e può farti vivere nel mondo che desideri. Li chiamiamo demoni ma li vedo oltre il bene o il male tradizionale. difficile da spiegare. che trip.

      • Assolutamente d’accordo sugli angeli, li trovo addirittura inquietanti…
        Dantalion non sembra proprio niente male… per me, potendo, sceglierei il daimon di Socrate, l’alter ego che lo spinge ad agire, a prendere posizione, spesso contro il sentire comune. Anche queste cose, se ci penso, sanno far paura…

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