Quello che il tuo demone vuole non glielo puoi negare.

Non parlo mai dei miei sogni, se non via questo blog e un’altro che però è segreto quindi non vale. Ho diviso i miei sogni in ere, non proprio come le ere geologiche ma quello è il concetto. I miei sogni sono facilmente divisibili in ere, ed è anche vero che i miei sogni raramente non sono quelli che più comunemente vengono chiamati incubi.

Le ere dei miei sogni forse sono solo due o tre in realtà, ma la più importante è l’Era dei Mostri e dei Demoni: la più lunga e la più vissuta, la più crudele e la più liberatoria. Quella che mi manca di più. Fino a qualche giorno fa quando il mio incubo più vero è tornato mischiandosi ad immagini recenti del mio vissuto.

Non so cosa consigliarvi di ascoltare mentre mi leggete, ma io sto ascoltando Heat Attack di Ivan Ives. Ma qualsiasi pezzo techno dovrebbe andare bene in realtà. Oppure Dwyght Twilley Band. In ogni caso il mio demone è tornato a visitarmi, ed è stata una visita gradita. 

Sono a un rave, in un piccolo spiazzo, all’alba, o verso sera non saprei dire con certezza. Siamo tutti alienati, ma si balla, tutto sta per finire. Stiamo ancora ballando, siamo vicino alla campagna. Questo spiega perchè ci sono così tanti moscerini. Piccoli punti neri, che ci sovrastano e poi si mescolano nelle nostre danze. Li spostiamo con le mani quando diventano insistenti. 

I pochi superstiti del rave uniscono le loro forze, unendosi nel centro dello spiazzo, e ancora ciondola, con i moscerini attorno. Con i troppi moscerini attorno, che sono diventati nel frattempo una nuvola preoccupante. E qualcuno comincia ad urlare.

E’ allora che mi accorgo di essere in un sogno. O meglio nel mio incubo dell’Era dei Mostri. E ne sono quasi felice, così comunico direttamente con il responsabile di questa messinscena, il mio demone senza volto. La presenza costante che non si palesa. Continuando a ballare mi sento di poterlo minacciare – se non la smetti apro gli occhi e mi sveglio!!! E tutto questo finirà -. La presenza nera è proprio alle mie spalle, ma non mi è dato voltarmi. E’ carica della sua essenza così forte che la sento spostare l’aria alle mie spalle, librarsi carica dietro di me, quasi accarezzandomi la schiena. Ma la creatura non può e non vuole farsi vedere, non vuole farmi svegliare e non vuole essere messa in discussione.

Nel frattempo quasi tutti sono fuggiti dalla nuvola di minuscoli insetti, qualcuno ancora urla ma sono rimasto praticamente solo io, immobile con la Bestia alle mie spalle. Le mie minacce ha avuto l’effetto sperato. La creatura allunga una sua mano e raggiunge la mia schiena. Mi punta un dito contro, a metà schiena e comincia a perforarmi con un artiglio nero lunghissimo. Sta cercando di uccidermi nel sonno come ha provato a fare molte altre volte. Ma questa volta mi sta prendendo alle spalle. Come Freddy Kruger il mostro sta lentamente succhiando la mia vita nel mio momento più vulnerabile, quando dormo. Senza respiro urlo a mè stesso di svegliarmi e mi svegli di soprassalto, sudato. La creatura non smette di combattere.

Nel momento in cui ci svegliamo da un’incubo siamo ancora vulnerabili, ancora non siamo in grado di comprendere davvero di essere usciti dall’incubo, in quel breve istante di confusione e impasse siamo ancora legati con un sottile filo bianco al nostro mondo inconscio del sonno. Se cadiamo all’indietro, chiudendo gli occhi ritorniamo al sogno nello stesso momento dove lo avevamo lasciato. Come un film in pausa mentre tu sei in bagno o prendi le birre in frigo.

Ma questa volta il demone esce dalla sua comfort zone e si palesa nel mio reale, scuotendo il mio letto e facendomi trasalire. Sono di nuovo ricaduto nelle sue mani, e sono di nuovo nello spazio a ballare. Forse una parte di me sarà per sempre prigioniera del demone in questo spiazzio, in questa realtà parallela che è stata costruita per me, tutti i partecipanti al rave sono stati mandati via, lo spazio è rimasto solo per me. E io da qualche parte, in quella dimensione, in quel momento sto ancora ballando, con un demone che mi punta il dito dietro la schiena. E continuo a morire là senza possibilità di voltarmi e vedere il volto del mio bellissimo persecutore. 

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